In pista tra terapia, trash e riscatto: le nuove narrazioni di “Ballando con le stelle”

“Ballando con le stelle” non è solo un talent del sabato sera, ma un gigantesco laboratorio emotivo dove vip più o meno caduti in disgrazia si raccontano ballando. Tra ritorni illustri, fatiche silenziose e le solite “rinascite” femminili, il cast diventa lo specchio deformante (ma lucidissimo) di una generazione. In fondo, chi di noi millennial non vorrebbe un po’ di psicoterapia gratis tra una coreografia di Pasquale La Rocca e una clip strappalacrime?

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Ti accorgi di essere diventata adulta, quando il cast che Milly Carlucci ha studiato per Ballando con le stelle durante l’estate comincia ad attirare la tua attenzione e la prima reazione all’inizio del programma non è quella di accedere Netflix ma di prendere il telefono per votare.

D’altra parte, la cosa interessante di questo programma, forse l’unico superstite che non ha bisogno di una rianimazione tra i reality show, sta proprio nel fatto che gli autori hanno capito che la vera forza risiede nella composizione del cast. E, nella marea di racconti non richiesti che milioni di sconosciuti fanno delle loro vite sui social, sono forse rimasti solo i vip, paradossalmente più riservati di un influencer qualsiasi, quelli di cui vorremmo sapere qualcosa di più.

L’astuzia di Milly sta poi nella consapevolezza che, più di una seduta di psicoterapia, il ballo permette ai vip chiamati a raccontarsi di aprirsi al pubblico, di medicare in TV le proprie ferite e di rendere pubbliche parti di sé difficilmente raccontabili in un’altra narrazione.

Ed è così che assistiamo all’attesissimo ritorno di Barbara D’Urso che, con il cuore e soprattutto con un corpo che le è rimasto fedele, cerca il suo riscatto in una prova dove il ballo è solo la scusa per far vedere a tutti che “Barbarella c’è” e che forse merita un futuro in Rai. Da vera regina, il suo nome era atteso e annunciato da tempo. E l’accoglienza di Milly è stata quella che si riserva all’ospite d’onore; le è stato infatti assegnato il ballerino più famoso, il più corteggiato, il pluri-vincitore Pasquale La Rocca. Per ora Barbarella ha assunto un profilo basso, ha concesso qualche racconto sul suo passato e sul ruolo di madre, ma resiste strenuamente alla pressione di una giuria che da lei vorrebbe più trash che performance coreografiche. Grande elefante rosa sulla pista da ballo è soprattutto la verità riguardo all’esilio da Mediaset avvenuto dopo la morte di Berlusconi e l’entrata in gioco dell’erede. Un foglio di via totalmente irriconoscente verso chi ha guidato in tempi di Covid l’intero palinsesto di Canale 5 da sola e ci ha regalato gli ultimi momenti di spensieratezza grazie alle sfere magiche e alle buste shock. Solo Pasquale La Rocca può mettere Barbara in un angolo e solo durante una coreografia.

Il personaggio che ogni quarantenne ha atteso per capire se esiste davvero mediaticamente è invece Andrea Delogu, forse la rappresentazione stessa della nostra generazione. Il suo percorso è stato interrotto dal gravissimo lutto che ha colpito la sua famiglia, ma rientrerà in gara nella prossima puntata. Bella, intelligente, eclettica e talentuosa, da brava rappresentante dei millennial, si sta facendo da anni un grande mazzo per farsi notare. E, nonostante le sue coreografie siano le più complicate e sofferte, le domande e le osservazioni della giuria finora sono state dirette alla sua vita sentimentale e ad indagare sull’improbabile flirt con il ballerino. Andrea si è raccontata e si è impegnata con generoso entusiasmo, ha ascoltato le critiche più insulse con il sorriso, si è fatta le clip da sola, ci ha regalato le colonne sonore pilastro della nostra vita, è gentile e chiede scusa per ogni cosa. Come ogni brava millennial, insomma, quello che dà è sempre di più di quello che riceve, ma prima o poi anche in Rai introdurranno un obbligo alla pensione e noi facciamo tutti il tifo per lei.

Nella più classica delle categorie, quella delle “donne in rinascita”, spicca Marcella Bella, per la quale si è scelto un giovane ballerino dominicano in modo da consolidare lo stereotipo stantio della donna matura che riprende in mano la sua vita iscrivendosi a un corso di ballo latino-americano perché ha finalmente capito di essere “forte, tosta e indipendente”.

Un’altra che “ricomincia da sé” è Martina Colombari, che come giustamente sottolineato da Selvaggia Lucarelli, non si capisce perché dovrebbe ricominciare, visto che nella sua prima vita è stata una modella strapagata e sposata con uno dei calciatori più sexy e famosi d’Italia.

Francesca Fialdini è la brava ragazza che piace ai boomer (e che quindi probabilmente vincerà), educata e rassicurante, tenace (balla anche con una distorsione e vince la puntata), ma non si vedono le scintille con un ballerino che le affezionate telespettatrici non potranno mai separare idealmente dalla coppia, in pista e poi nella vita, con Bianca Guaccero. E, soprattutto, i vestiti che le mettono sanno di arte povera.

Il potere terapeutico del ballo, unito a quello di un gruppo di autori che ti prende per mano e ti aiuta a farti sentire al centro della pista (e per qualche minuto della tua vita) immaginando su di te barocche coreografie e costruendo per te scenografie che sono una cascata di glitter e ologrammi che ogni anno toccano vette di trash inimmaginabili, fa di Ballando con le stelle un reality simile a Pechino Express: uno vorrebbe essere famoso anche solo per partecipare e non viceversa. In fondo, quale millennial non avrebbe bisogno di mesi di psicoterapia gratis con Pasquale La Rocca per sapere se esiste?

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