Perché Sanremo è Sanremo? Dieci motivi per guardare ancora il Festival

Sanremo è tornato a essere molto più di un rito televisivo impolverato: è diventato il nostro capodanno pop, un’arena sentimentale e collettiva dove si litiga, si ride e si commenta tutto. Tra meme, geopolitica da salotto, nostalgia e canzoni destinate a inseguirci per mesi, il Festival resta il grande collante intergenerazionale che non riusciamo (né vogliamo) mollare. Dieci motivi, seri il giusto e feroci quanto basta, per spiegare perché oggi — ancora — Sanremo è Sanremo

IMMAGINE GENERATA CON IA

Perché dare ancora fiducia a un programma televisivo tradizionalmente intorpidito e ammuffito ma che, inaspettatamente, qualche anno fa è tornato al centro dell’attenzione di un pubblico intergenerazionale? Era solo un annebbiamento collettivo, effetto collaterale di una pandemia mondiale, o c’è qualcosa di più? Perché oggi Sanremo è Sanremo?

Dieci motivi per guardare ancora il Festival.

1. Perché, passato il Natale (in età adulta ridotto unicamente a fonte di stress e focolaio di germi e livori familiari), possiamo finalmente dedicarci al vero capodanno che ci meritiamo e riunirci con le persone che davvero amiamo. Le discussioni riguarderanno i look, le esibizioni e i pettegolezzi che girano intorno al Festival. Gli unici e veri motivi per i quali vale la pena discutere animatamente.

2. Perché da qualche anno a questa parte i direttori artistici si sono accorti che il “Paese reale” non ascolta Povia o Valerio Scanu e hanno potuto salire sul palco musicisti che esistono veramente, che veramente fanno concerti e che incredibilmente hanno davvero un pubblico.

3. Perché a Sanremo qualche anno fa è nato artisticamente Mahmood e, anche se quest’anno non è in gara, ci auguriamo che torni come ospite a sorpresa in modo da poter passare i successivi mesi a riguardare in loop sui social la sua esibizione, e sperare che Salvini si innervosisca talmente tanto da definirlo il “peggior Sanremo di tutti i tempi”.

4. Perché ascoltare le canzoni degli artisti di Sanremo ci renderà capaci di riconoscere al volo le colonne sonore scelte nei prossimi mesi per le esterne e per i balli in studio di Uomini e Donne.

5. Perché parlare di quello che accade all’Ariston è un ottimo argomento di contatto con le persone che non vogliono più sentir parlare del canale di Tromello e dell’indiscutibile coinvolgimento delle sorelle Cappa nel caso di Garlasco.

6. Perché “Pensati libera” è stato uno slogan talmente foriero di jella, visto quello che è successo a Chiara Ferragni, che non possiamo non essere curiosi di sapere a quale sciagura si autocandiderà Laura Pausini.

7. Perché siamo chiaramente lontani dalla potenza, dal glamour e dalla magnificenza dell’halftime show del Super Bowl con l’esibizione di Bad Bunny ma non siamo in America e almeno non abbiamo Trump. Ci accontentiamo di Tiziano Ferro e dei suoi fogli di giornale e, visti i tempi, facciamo che va bene così.

8. Perché per una settimana non dobbiamo assistere ai quotidiani tavoli di politica internazionale con Dario Fabbri e Lucio Caracciolo, che parlano della battaglia finale di Risiko che i potenti della terra stanno facendo su questo pianeta. Ascolteremo volentieri Alba Parietti, al tavolo di Alberto Matano, parlare del look della signora Conti in prima fila.

9. Perché, è dura dirlo, ma è arrivato il momento di una presa di coscienza collettiva: le Olimpiadi invernali sono finite. È il momento di rompere l’ipnosi con cui i pattinatori sul ghiaccio ci hanno fatto cadere, di smetterla di commentare tornei di bollitori che scivolano sul ghiaccio e altri sport che a malapena capiamo. Dobbiamo andare avanti tutti insieme e lasciarci impegnare la mente da nuovi ritornelli e trend inutili che non ci fanno pensare al presente.

10. Per piangere. Perché, per fermarci anche solo all’aspetto della musica, la più grande manifestazione italiana (e quella che ha forse maggiore budget) prevede come super ospiti, tra gli altri, Andrea Bocelli ed Eros Ramazzotti in duetto con Alicia Keys. Magari, se ci concentriamo tutti insieme e ci focalizziamo sulle coordinate geografiche di Porto Rico, riusciamo ad attivare un’energia cosmica tale da esaudire il forte desiderio che il prossimo Festival, non dico che sia innovativo, ma almeno possa essere ambientato nel 2027.

📖 Letto 70 volte

Vota:

Related Post

Lascia un commento

🌍