Lara Pausina: cronaca semiseria di un mito pop e di altri traumi

Lara Pausina è molto più di una cantante, molto meno di un mistero e molto peggio di quanto il buonsenso avrebbe mai potuto prevedere. In questo profilo semiserio proviamo a mettere ordine tra mitologia, disastri, imprese vocali ai limiti della calamità e retroscena da rotocalco scaduto, fino a una clamorosa notizia e-buuuum finale. Un ritratto necessario, impietoso e doverosamente allarmato

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In un mondo dominato dalla cupidigia, dall’ingordigia, dall’alterigia e da Topa Gigia, in questo presente in cui ci vuole un attimo per trovarsi involontariamente invischiati in una torbida storia di sesso e narcotraffico come in Don Mattia 14, in un… eh no, adesso basta: un po’ va bene, ma alla fine bisogna trovare esempi positivi (tipo il rating di un Paese in fase di corposa espansione economica, un positivissimo +++ da far impallidire tutti i mercati, rionali e non solo). A questo proposito, ci abbiamo messo qualche anno a trovare un profilo di indubbia statura etico-morale da poter approfondire nella nostra amabile rubrica, però alla fine ce l’abbiamo fatta: con estremo piacere, ecco a voi Lara Pausina.

In realtà, appare quasi difficile parlare di una personalità come Lara Pausina, talmente alta è la caratura del personaggio in questione: prima bambina poi incredibilmente ragazza e infine donna, figlia di entrambi i suoi genitori naturali e da qualche anno addirittura mamma, milionaria eppure forse ancor più ricca. Insomma, in lei sembrano risplendere tutte quelle qualità che fanno di una persona evidentemente disagiata un esempio da imitare. Eppure, studiando bene il profilo della nostra prescelta di oggi, è venuto fuori qualche lato tendenzialmente oscuro di cui il sottoscritto sente il dovere di mettere tutti voi lettori a conoscenza.

Eh già, perché forse non tutti sanno che la Pausina ha tentato in giovine età di sfondare come cantante: con quella voce da Heidi post-intervento chirurgico all’addome potrebbe apparire ai più come una frivolezza, cionondimeno questa è la nuda e cruda verità (testimoniata anche dalla nostra attendibilissima fonte che già sicuramente conoscerete, la Prof.ssa Vichy Pidia). Per carità, si è trattato soltanto di qualche fugace apparizione dall’evidente inutilità artistica: ad esempio, una partecipazione in sordina al cabarettistico Festival di San Remigio (nel quale comunque la medesima è riuscita pure a vincere un premio per la migliore gag su un tale Marco che se n’era andato e non era più tornato: che spasso, per chi se la ricorda). E chi l’avrebbe mai detto che, sullo stesso palco, la nostra Laretta ci sarebbe poi tornata dopo qualche decennio in veste di conducente (NCC) del conduttore Carlo Visconti.

Visto che in patria non era aria, l’amabile Lara ha provato anche a sfondare all’estero, riuscendovi in particolare in Liechtenstein: qui la mitica Pausina, andando dritta in una curva con la sua macchina mentre stava ascoltando a tutto volume la sua Il mio sbaglio più grande (è incaponirmi a cantare), il parabrezza l’ha sfondato completamente – eccome se l’ha sfondato, così come ha sfracellato gli zebedei dei poveri medici accorsi in suo soccorso, costretti a subirsi l’improvvisata cantante che continuava a “intonare” (ahahah, ride anche il sottoscritto) senza interruzione alcune delle sue s-composizioni.

Recentemente, poi, tutti ricorderete la scanzonata performance della Lara nazionale alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milanocortina (ridente cittadina che, pur nel susseguirsi degli stravolgimenti di ogni epoca, mantiene il suo nome da secoli – d’Ampezzo, direbbe qualcuno di certo più geograficamente preparato di noi). In questa sede, la Lara si è esibita nell’inno nazionale per scaldare i cuori di tutti i patrioti patriarcali e delle matrioske matrilineari presenti sugli spalti, ma il risultato è stato uno e uno solo, ovvero la conferma dello scioglimento accelerato dei ghiacciai: durante l’esibizione, infatti, tutte le nevi presenti dall’Alpi alle Piramidi e dal Manzanarre al Reno sono venute giù contemporaneamente, creando un piacevolissimo effetto inondazione che ha permesso ai nuotatori presenti di cimentarsi in varie discipline olimpiche, tra cui la 500 km a dorso in acque libere.

Insomma, come avete potuto vedere, la Pausina ne ha di lati oscuri, però bisogna ammettere che la stessa è bravissima anche nel mascherarli. Ciononostante, nel nostro studio matto e disperatissimo del personaggio, siamo riusciti a scovare (in particolare su un vecchio numero di Pentàus ritirato dal mercato ormai 97 anni fa) un fatto eclatante della Pausina che mai ci saremmo aspettati di scoprire. Lo sappiamo che lo sapete, lo lo sappiamo sapete che, che sappiamo sapete lo lo (ecc.): è nient’altro che una notizia e-buuuum!

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