Nel videoclip “Bachelorette”, Björk collabora con Michel Gondry per dare vita a una fiaba moderna sospesa tra amore, identità e immersione nella natura. Un’opera stratificata, dove suoni antichi e innovazioni si fondono, e in cui la narrazione diventa un atto ecologico, un monito poetico contro la distruzione del pianeta
“Un giorno ho trovato un grande libro sepolto in profondità sotto la terra. L’ho aperto, ma tutte le pagine erano bianche! E, con mia sorpresa, si iniziò a scrivere da solo: “Un giorno ho trovato un grande libro sepolto in profondità sotto la terra…””. Con questo prologo inizia il videoclip di Bachelorette di Björk, diretto dal grande regista francese Michel Gondry, che ci immerge subito in un’atmosfera di fiaba e in una sorprendente tecnica metanarrativa: il libro inizia a scriversi proprio con le parole con cui la protagonista, impersonata da Björk, ha aperto il video, e racconta la storia stessa di questa ragazza da quel momento in poi.
Il romanzo che si scrive da solo rispecchia la vita della ragazza, e la vita della ragazza rispecchia la narrazione del romanzo perciò, quando il romanzo viene presentato all’editore, lui e la protagonista sono spinti a vivere una vita degna di essere raccontata, con tanto di romantica storia d’amore culminata nella stampa del libro autobiografico best seller che narra di loro due. Il gioco di specchi tra libro e vita è sottile e sofisticato, e ci induce a riflettere sulla misura in cui la nostra vita coincida con la narrazione della nostra vita, e su quanto la narrazione che facciamo della nostra vita e la nostra stessa vita reale si influenzino a vicenda.
Le copie del libro vengono stampate in quantità industriale ed entrano a far parte delle vite di milioni di persone, influenzandole a loro volta.
Spostiamoci ora dalla storia narrata nel video alla canzone in sé. Sul piano musicale, troviamo una fusione perfetta di suoni orchestrali, ottenuti con strumenti di legno come gli archi (violini e violoncelli), ed elementi ritmici elettronici. Si tratta dello stile arrangiativo più maturo di Björk, che sa unire la recente innovazione tecnologica con i suoni e gli strumenti più tradizionali e antichi. Per fare alcuni esempi significativi dalla sua discografia, in Volta del 2007 fa dialogare un avveniristico strumento di musica elettronica touch the screen, il ReacTable, progettato da ingegneri del suono dell’Università di Barcellona, con la kora, strumento etnico tribale diffuso nell’Africa occidentale; nel 2015 in Vulnicura, nella traccia Black lake, utilizza – per la prima volta in uno studio di registrazione – la viola organista, ideata nel Quattrocento da Leonardo da Vinci, scrivendo per essa una partitura da strumento elettronico. A Leonardo forse non sarebbe dispiaciuto sapere che il suo strumento, hi tech per i suoi tempi, sarebbe stato suonato con uno stile musicale del millennio successivo, e accompagnato da suoni hi tech del futuro…
In Bachelorette l’elettronica è amalgamata e dolce, discreta, quasi non udibile per un ascoltatore distratto, catturato dal tema melodico preponderante degli archi; è significativo però, alla fine del bridge intimo e riflessivo (“Leave me now / return tonight / The tide will show you the way / If you forget my name/ You will go astray / like a killer whale / trapped in a bay”), che il tappeto leggero di percussioni sintetiche sia chiuso da un accordo di arpa: tecnologia che si fonde con la tradizione, materiali industriali che incontrano legno, corda, ottone.
Il testo sembra non avere nulla a che fare con la storia del video: si tratta di una poesia contemporanea del grande poeta e narratore islandese Sjòn – l’autore de La volpe azzurra e di altre opere oniriche e surreali. È una poesia d’amore con immagini piuttosto forti, a partire da quella iniziale: “I’m a fountain of blood / in a shape of a girl”, “Sono una fontana di sangue nella forma di una ragazza”, paragonando la creatura umana ad una fontana, e la pompa cardiaca al meccanismo che vi mette in circolo l’acqua. “You are the bird on the brim / hypnotized by the whirl”: “tu sei l’uccellino sul bordo (della fontana) ipnotizzato dal gorgo”. Un legame viscerale, di sangue, tra due persone che si amano, metaforizzate dalla fontana e dal volatile, ma anche un legame profondo, sostanziale, di sangue e di materia, che lega l’uomo alla natura.
Il canto di Björk è quello consueto, di estenuata e timbrica sillabazione, che esalta i significanti e crea una melodia spigolosa e incisiva, profonda e tagliente. Alcune consonanti sono pronunciate con suono arcaico, come la -k di “killer” palatalizzata o la -y di “you” e la -w di “way”, che tornano al loro antico valore semiconsonantico: la modernità dalle tinte forti del testo di Sjòn si unisce a un canto che ha una pronuncia arcaizzante, evocando un’Islanda antica e ancestrale. Anche qui antico e contemporaneo si fondono inestricabilmente, nell’unità di suono e significato delle stesse parole.
Torniamo ora alla storia del video. All’apice delle vendite, il libro best seller che tutti leggono inizia a cancellarsi: le parole non si leggono più e tutto il successo della coppia è compromesso, la gente getta per terra le copie dei libri. Di più: i magnati dell’editoria che hanno fatto abbattere alberi per stampare un’inutile, privata storia, e tutti coloro che l’hanno letta con avida e morbosa curiosità, sono trasformati in arbusti. Il mondo vegetale, le radici, la terra, la natura si prendono la loro rivincita su un’umanità insulsa ed egoista, ripiegata su sé stessa e priva di rispetto per l’ambiente che la accoglie. Il libro sepolto rappresenta dunque lo spirito della Natura, che si ribellerà a noi se continueremo a devastarla per essere sempre così egoisti e superficiali, se continueremo a dare più importanza ai gossip piuttosto che alla sofferenza del nostro pianeta.
Nella scena finale troviamo la cantante in armonia con la Natura che la circonda, con gli strumenti che pian piano si attenuano, lasciando il posto solamente ad un suono antico di armonica. Tecnologia e Natura possono convivere, innovazione e rispetto dell’ambiente possono coesistere con grande armonia: ce l’ha insegnato Björk con gli arrangiamenti delle sue canzoni. Bachelorette è un canto d’amore alla Natura e un monito per tutti noi: evitiamo di scavare sempre più a fondo per succhiare il midollo del pianeta, depredando fino all’ultimo le sue risorse perché, una volta che avremo messo allo scoperto lo spirito della Natura, esso si comporterà come quel libro, in cui lo scempio che faremo sarà l’ultima storia mai scritta che ci riguarda, per essere poi cancellata per sempre.

Leonardo Fratini è professore di Lettere al Liceo Scientifico di Pergola. Da neonato, per farlo star buono, i genitori gli facevano ascoltare musica, e da allora non ha più smesso. Appassionato di musica ma anche di calcio, ha insegnato con entusiasmo al Liceo Marconi di Pesaro nelle sezioni Musicale e Sportiva. Si è occupato di associazionismo musicale e di politiche giovanili, e ha frequentato corsi CONI-FIGC. È convinto che l’armonia sia la chiave di ogni cosa.
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