Tra pugni, polemiche arbitrali e gesti poco edificanti, il mondiale si chiude con la Spagna campione e un’Argentina battuta, furiosa e allergica al fair play. Ma il torneo non è stato solo caos: ci sono state sorprese, imprese, delusioni e nazionali capaci di andare oltre ogni pronostico. Dalla minuscola Curaçao alla Norvegia di Haaland, passando per Inghilterra, Svizzera e Stati Uniti, ecco le nostre pagelle semiserie
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Per qualcuno è stato uno dei migliori eventi sportivi di sempre. Per altri è stato solo un susseguirsi di partite pilotate. La Spagna ha alzato la coppa, mentre gli argentini, battuti, davano le spalle ai festeggiamenti. Al termine dei grandi tornei di tennis gli sfidanti si sperticano sempre in complimenti reciproci, più o meno sinceri; nel rugby c’è il terzo tempo, fatto di saluti e pacche sulle spalle. Dopo la finale dei mondiali di calcio fra i giocatori delle due squadre sono invece volati pugni e pedate, ed il tutto ha generato un parapiglia non proprio edificante, trasmesso in mondovisione. La tensione era alta: grande gioia e profonda delusione possono cozzare tra di loro, ma, pur volendo considerare tutte le attenuanti del caso, la situazione non ha rappresentato un buon esempio per gli appassionati. Sarebbe però sbagliato ridurre un così importante torneo sportivo ad alcune situazioni poco edificanti. Sono stati giorni di partite che han visto campioni sfidarsi ma anche nazionali con tanto entusiasmo, ma poco attrezzate, pronte a dar battaglia a compagini stellari. Alla fine delle ostilità, quali squadre han deluso e quali han convinto? Diamo i voti.
10 e lode: Curaçao
185 mila abitanti, praticamente come Taranto, meno di Prato. Nella botte piccola c’è il buon vino: è proprio il detto che si addice ai nostri eroi. Avete presente l’impresa che sono riusciti a fare qualificandosi per i mondiali? Ma non si sono limitati a partecipare: hanno artigliato un punto, pareggiando contro l’Ecuador, e si sono permessi di segnare un goal contro la Germania (!). Vi sembra poco?
10: Norvegia
Erling Braut Haaland è un giocatore classe 2000, alto 195 cm, dotato di classe, cattiveria agonistica e presenza scenica da paura. Il vostro vicino di casa vi crea problemi? Mostrategli una foto del calciatore norvegese: vi basterà per rasserenare gli animi. Il vostro commercialista è in ritardo con l’invio della dichiarazione dei redditi? Guardatelo negli occhi simulando lo sguardo dello scandinavo: probabilmente non pagherete ma sarete a credito per tre anni. Ma la squadra nordica non si può riassumere in un solo giocatore, visti i risultati che è riuscita a ottenere. Ha eliminato il Brasile. Potremmo scrivere molto altro ma basta questo.
10: Spagna
Gli manca la lode solo perché sono senza dubbio i più forti. La grandezza del loro risultato sta nell’esser riusciti a battere in finale l’Argentina, nazionale che sembrava destinata a vincere visto l’andamento del torneo (ed alcune clamorose sviste arbitrali). Campioni del mondo per la seconda volta. Invincibili.
10: Italia
Non ha partecipato, ha evitato sconfitte difficili da digerire e i suoi giocatori si sono potuti riposare, alle Maldive o in montagna. Attenti al welfare, bravi.
8: Inghilterra
Si sono classificati terzi battendo la Francia, una delle favorite. La nazionale inglese ha un solo mondiale vinto in palmarès, datato 1966. Il risultato del torneo appena concluso può essere considerato un’iniezione di fiducia ed inoltre vanno lodati per il loro altruismo: hanno inventato il calcio e poi hanno lasciato vincere gli altri, unica eccezione citata a parte.
7: Svizzera
La nazionale elvetica ha raggiunto addirittura i quarti di finale, fermandosi contro un’Argentina tutt’altro che tonica ma pur sempre dotata di Messi (e aiutata da qualche favoruccio, ovviamente involontario, arbitrale). Per i da sempre neutrali svizzeri dev’essere stato un patimento l’aver pareggiato una sola partita. Si meritano dunque un bel 7 di incoraggiamento a fare di peggio.
6: Stati Uniti
I padroni di casa hanno concluso il proprio girone in testa, davanti ad Australia, Paraguay e Turchia. Superato lo scoglio chiamato Bosnia ed Erzegovina, si sono poi schiantati contro il Belgio, travolti per 4 reti a 1. Meritano la sufficienza, voto di consolazione visto che neanche il loro presidente tifava veramente per la nazionale statunitense.
3: Argentina
Un voto è per evitare che si venga bombardati da un certo primo ministro un pochino suscettibile e simpatizzante per la nazionale sudamericana. Un altro voto se lo meritano perché sono riusciti a stabilire un record: zero tiri in porta nei primi 90 minuti della finale. E infine sommiamo un ulteriore voto perché, visto come sono facilmente irritabili, voglio evitare di ritrovarmi le gomme della macchina bucate. Rissa al termine della finale, davanti agli occhi del mondo intero, le spalle date ai vincitori, il tutto preceduto da continui falli non fischiati durante le varie partite. Davvero il calcio aveva bisogno di tutto questo?

Matteo Landi è un bancario (etico) toscano con la passione per la scrittura e lo sport, soprattutto quello dei motori. Ha collaborato per anni con una testata giornalistica generalista, prima di fondare il blog www.racereporter.net. Scrive di attualità e a volte si diverte a esagerare con la fantasia. Spetta ai suoi lettori capire quando la realtà si trasforma in burla. Amante anche della buona musica, “quella fatta con gli strumenti musicali”, come dice lui. Ma questo è un altro lato della sua Luna…
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