La gravità di certe parole

L’ex Presidente della Federazione Italiana Giuoco Pedata ha liquidato gli altri sport come discipline da dilettanti, scatenando polemiche e sarcasmo. E se provassimo, per assurdo, a guardare davvero il mondo sportivo dai suoi occhi? Tra frecciate, paradossi e confronti volutamente provocatori, abbiamo passato in rassegna alcune discipline per capire se in quelle parole ci fosse almeno un’ombra di verità

IMMAGINE GENERATA CON IA

Ha destato un certo scalpore una dichiarazione dell’ormai ex Presidente della Federazione Italiana Giuoco Pedata. Parole forti, una frase, se non grave, almeno “gravina”: facile eccellere negli altri sport, visto che a suo dire sono tutti di tipo dilettantistico, ben più difficile progredire nell’unica disciplina, sempre secondo il suo pensiero, praticata dai professionisti. Non è per questo che l’ex boss ha perso il trono, ma questa mancanza di diplomazia unita a una buona dose di arroganza sicuramente ha smosso gli animi di tutti/e gli/le atleti/e italiani/e. Noi vogliamo però affrontare la questione da un altro punto di vista, provando a calarci nei panni dell’ex Presidente, cercando di guardare sport per sport con gli occhi di chi ha formulato certe frasi, dall’alto del suo piedistallo. E chissà, magari scopriremo che aveva un pizzico di ragione (o forse no).

Rugby

La nazionale italiana ha battuto la grande Inghilterra, compiendo un grande exploit, regalando forti emozioni. Tutto vero, però, dai, parliamoci chiaro: con certi favori arbitrali avrebbe vinto chiunque. Mai vista così poca professionalità, mai un fallo di mano fischiato. Hanno il TMO, ma la VAR è altra storia. Così “ti piace vincere facile”.

Tennis

Un italiano sul tetto del mondo, grande gioia, ma anche in questo sport le pecche non mancano. Prima di tutto, se un cantante, tale Singer, riesce a battere tutti, significa che non è che ci voglia chissà quale preparazione per eccellere. Poi, si è mai vista una partita con 10 espulsi per parte? Uno contro uno? La disputa va sospesa! Anche questo sport non può raggiungere i livelli di serietà e professionalità del giuoco Pedata, è evidente.

Formula 1

Un italiano vince al volante di una vettura anglo-tedesca. Ammettiamo che i meriti siano da dividere 50 e 50 fra pilota e vettura: possiamo festeggiare. O forse no. Le auto sono ibride, come giocare a Pedata con una palla ovale. Ma vi pare?! Dai, non c’è purezza in tutto questo. Viva ancora il giuoco Pedata!

Motociclismo

Centauri nostrani trionfano alla guida di moto del Belpaese, ma avete visto che succede quando sono fermi? Hanno bisogno del cavalletto, se no cadono! Come se un pedante dovesse impugnare una stampella mentre attende di battere il rigore! Antiestetico, almeno. Anche questa disciplina non regge il confronto.

Curling

Lanciano delle pietre sul ghiaccio, wow. Scioglietelo e fatelo ancora! Vedrete che la difficoltà sale. Uno sport in cui i giocatori hanno evidente paura dell’acqua può essere apprezzabile ma non sarà mai allo stesso livello del giuoco Pedata.

Atletica

Corrono: fanno dunque solo una parte del giuoco Pedata. Lanciano oggetti: perché il portiere cosa fa quando calcia il pallone iniziando una nuova azione? Non c’è innovazione nell’atletica. Anche in questo caso il giuoco Pedata vince il confronto.

Potremmo andare avanti con molti altri esempi, ma ne abbiamo fatti abbastanza per permettere ai lettori di trarre le dovute conclusioni. L’ex Presidentissimo ha fatto una dichiarazione grave, o almeno “gravina”: questo è il nostro punto di vista. Aveva dei validi motivi?

📖 Letto 48 volte

Vota:

Related Post

1 commento su “La gravità di certe parole”
  1. Certo che se questo attuale “calcio super-professionistico” avesse giudicato Beppe Signori come non idoneo ai “canoni matematici di un Centroavanti”, non avremmo visto le sue magie! e gli esempi potrebbero continuare…….

Lascia un commento

🌍