Happy Xmas: la canzone natalizia che chiede di fermare la guerra

Nel 1971 John Lennon pubblica un brano natalizio che, più che celebrare neve e addobbi, sfrutta il periodo delle feste per parlare di pace e responsabilità collettiva. Con i cori di bambini e il messaggio diretto di “War is over, if you want it”, la canzone si trasforma in un invito all’uguaglianza e contro ogni discriminazione. A oltre mezzo secolo di distanza, “Happy Xmas (War Is Over)” resta un classico “scomodo” e luminoso: un canto di Natale che chiede, ancora oggi, di non voltarsi dall’altra parte

Happy Xmas (War Is Over) esce come singolo nel 1971, a poco più di un anno dallo scioglimento dei Beatles, il gruppo con il quale John Lennon, assieme agli altri membri, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, ha cambiato per sempre la musica.

“Chiedi chi erano i Beatles” cantavano gli Stadio in una bella canzone del 1984. È doveroso da parte nostra spendere alcune parole su questa band di Liverpool così importante.

I Beatles sono stati i primi a concepire la musica popolare come forma d’arte, mentre prima solo la musica classica aveva questa dignità nella considerazione sociale. Le loro sequenze di accordi non erano più i semplici giri rock ‘n roll per far ballare il pubblico; i loro assoli non erano i soliti riempitivi bensì musica pensata, nota per nota; i loro arrangiamenti hanno sperimentato nuovi orizzonti di suono; il loro approccio agli strumenti ha fatto scuola e ha determinato il modo di fare musica nei decenni successivi. Ascoltando una canzone come I Am the Walrus possiamo capire la distanza rispetto a Elvis Presley, il grande modello precedente ai Beatles, nonché comprendere quanto l’esperienza beatlesiana sia stata importante, ad esempio, per la psichedelia dei primi Pink Floyd di Syd Barrett. L’uso ritmico del pianoforte che John Lennon amava lo ritroviamo nel Freddie Mercury dei Queen, così come gli assoli melodici di Brian May non possono prescindere dal George Harrison di canzoni come Something e Here Comes the Sun. Ma tutto il pop e il rock che ascoltiamo oggi deve tantissimo ai Beatles. Hanno rivoluzionato completamente il modo di comporre tanto che possiamo dividere la musica popolare in “prima dei Beatles” e “dopo i Beatles”. Se alcune loro canzoni oggi possono sembrare, all’ascoltatore più distratto, non così eccezionali, è perché le loro innovazioni hanno permeato tutta la musica successiva e le abbiamo ascoltate innumerevoli volte, reinterpretate da migliaia di artisti, tanto che oggi ci possono persino apparire scontate e normali.

Dopo la fine dei Beatles i due autori principali del gruppo, Lennon e McCartney, presero strade divergenti.

Reduce dal successo con la band, che aveva raggiunto proporzioni inimmaginabili – la cosiddetta “Beatlemania” – Lennon continuò a scrivere la Storia nel 1971 con il suo album Imagine, in cui è contenuta la celeberrima title track, canzone utopistica e pacifista che non avremmo difficoltà a inserire tra i brani più belli della musica di tutti i tempi. Il Lennon solista ha avuto soluzioni compositive geniali, scritto canzoni meravigliose come Mind Games e Jealous Guy, è stato caratterizzato da un forte attivismo pacifista e una propensione allo sperimentalismo più estremo: si pensi alle spiazzanti session con sua moglie Yoko Ono all’Università di Cambridge nel 1969. Ma assieme a lei, artista d’avanguardia, si isolò sempre più nella musica sperimentale, giungendo a rinnegare tutto il suo glorioso passato (“I don’t believe in the Beatles” canta nella dissacrante God) e a compiere azioni clamorose come i “bed-in” di protesta e il presentarsi completamente nudo in pubblico.

McCartney fu il contrario di Lennon: non riuscì ad avere singoli di successo paragonabili a quelli di Lennon solista e compose secondo modi e stilemi tradizionali, ma fu un vulcano di relazioni sociali e collaborazioni. Collaborando con autori estrosi realizzò nuove canzoni importanti, come Ebony and Ivory con Stevie Wonder e The Girl Is Mine con Michael Jackson. McCartney è sempre stato straordinario nel valorizzare i musicisti geniali e intuitivi, senza di lui difficilmente il talento puro di John Lennon avrebbe potuto dare frutti così grandi. Era il motore dei Beatles con la sua straordinaria energia e vitalità, e aveva una facilità incredibile nel trovare le melodie. Un giorno si svegliò canticchiando alcune note e chiese a chiunque se sapesse di chi fosse quella melodia, un po’ jazz, che gli girava in testa. Quando capì che non era di nessuno ma autenticamente sua, ne scaturì una delle canzoni più memorabili di tutti i tempi: Yesterday.

John Lennon venne ucciso nel 1980 da un fan squilibrato, ossessionato dalla sistematica dissacrazione dei valori tradizionali e dagli atteggiamenti scandalosi del cantante, mentre McCartney è tuttora vivo e attivo e lo chiamiamo con il titolo di “Sir” di cui è stato insignito dalla regina Elisabetta II. Due personalità opposte, perfettamente complementari: proprio grazie a questo sono stati il più grande sodalizio artistico di sempre.

Happy Xmas (War Is Over), scritta sulla scia del successo di Imagine, ne condivide il pacifismo e la genialità compositiva. Per la melodia, invece, non potendo contare sull’inesauribile fabbrica di note che è la mente di Paul McCartney, Lennon riprese un vecchio standard folk, Stewball, e lo riarrangiò magistralmente. Le strofe della canzone configurano un crescendo che esplode nell’augurio del ritornello “A very merry Christmas / and a happy New Year”. Gli elementi di maggiore impatto sono i bellissimi cori gospel di voci bianche, a cui viene affidato il messaggio più importante: “War is over, if you want it”, “la guerra è finita, se lo vuoi”. Nel video possiamo vedere i cartelli promozionali che, come campagna pacifista, John Lennon e Yoko Ono fecero affiggere a spese proprie in diverse città del mondo, da Roma a Tokyo, da Parigi a New York. La promozione del singolo coincise dunque con una campagna pacifista che sfruttò il periodo natalizio per avere maggiore diffusione. Cantato dai bravissimi ragazzini del quartiere emarginato di Harlem, il brano è un forte messaggio di pace e di eguaglianza contro ogni forma di discriminazione: rappresenta la speranza in un futuro migliore per le giovani generazioni, contro le guerre volute dagli adulti.

A distanza di più di mezzo secolo, Happy Xmas è un brano immortale come Imagine e Yesterday e, ancora oggi, in mezzo a tanta musica di questo periodo dell’anno che parla di neve, renne e Babbo Natale, si insinua quel coro di bambini — “War is over, if you want it” — che cerca di penetrare nelle coscienze di chi può fermare la guerra e non vuole farlo.

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