Frank-N-Furter: il lato scandalosamente felice del glam

Tra corsetti, labbra laccate e libertà: come il protagonista di "The Rocky Horror Picture Show" ha trasformato il desiderio in manifesto pop. Dal palco alla pellicola, il travestimento diventa linguaggio di emancipazione: un gioco vitale in cui maschile e femminile coabitano senza conflitto. Più psicoanalitico che politico, è un invito ad assecondare i propri desideri come via concreta alla felicità

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Prendi Lou Reed, truccalo da Gene Simmons dei Kiss e fagli fare Moulin Rouge! di Baz Luhrmann.

– Signore e signori – ecco a voi il Dr. Frank-N-Furter!!!

Sfido chiunque a non aver già capito che sto parlando del protagonista del mitico The Rocky Horror Picture Show. E di colui che lo ha interpretato sia nel musical che nel film in maniera inequivocabile, eccellente, insuperabile. Sto per nominare uno dei miei attori preferiti – signori e signore – il mitico Tim Curry, attore inglese (anche teatrale!) di assurdo talento che è diventato statunitense di adozione e che al cinema americano ha affidato la sua carriera. E scusate se dopo questo iconico ruolo è solamente stato il pagliaccio Pennywise, in un cult come la miniserie TV It, tratta dal romanzo di Stephen King! Ma non allontaniamoci troppo dall’argomento! Per gli amanti di The Rocky Horror Picture Show, Mr (o Miss?) Frank-N-Furter è molto più di un bizzarro travestito, è proprio… un modo di essere! Esilarante esagerato esagitato seducente! In piena stagione glam, prima di Vladimir Luxuria e di Muccassassina, Frank-N-Furter definisce ed incarna la libertà sessuale non più come lotta di classe (come avevano fatto gli hippie, per intenderci) ma come vero e proprio momento ludico del corso della vita che ogni essere umano dovrebbe concedersi.

Stravagante ma convincente, leggero e al contempo serio, ammiccante e inconcludente, Frank-N-Furter canta e balla con movenze femminili ma senza mai rinunciare al suo vocione greve e un poco graffiante. Quasi a dimostrare che la sessualità libera può e deve comprendere ogni aspetto, il femminile il maschile e pure tanto altro, senza che essi entrino in conflitto tra loro. E poi ci sono loro, feticcio dei feticci, i labbroni luccicanti, laccati di un vinilico rosso, che Frank-N-Furter muove con naturale maestria. Ecco, la bravura dell’attore è la naturalezza con cui interpreta un così ambiguo personaggio, senza farlo diventare una caricatura. Così facendo annulla l’imbarazzo. E da caricatura il personaggio diventa icona!

Questo personaggio, travestito e bisessuale, ha davvero fatto scuola in termini di look, ispirando artisti come Freddie Mercury e fenomeni come il neo-burlesque, incarnando con 50 anni di anticipo le peculiarità migliori della figura del travestito, ovvero quelle di far convivere dentro lo stesso corpo, con lo stesso personaggio, aspetti maschili femminili e omosessuali senza che nessuno predomini sull’altro, in perfetta e sensuale armonia!

Ma non è solo nello stile che lo scienziato pazzo ha aperto la breccia e, visto il peso acquisito dal tema del gender nei dibattiti, sia degli esperti che dell’opinione pubblica, ascoltare il suo messaggio di libertà potrebbe per alcuni risultare altrettanto liberatorio. Non solo sessualmente parlando – si capisce ormai che la sessualità è solo una metafora! – ma nella concezione totale, profonda e completa della propria esistenza, fatta di così tante imperfezioni, dettagli, incertezze e mancanze, così da renderci unici ed irripetibili. Proprio oggi che, al contrario, la società “IA” ci vorrebbe perfetti e precisi, oserei dire… clonati!

Ecco allora il vero lascito di questo personaggio — un po’ rock e un po’ dark, ancora oggi attualissimo — che più che politico o sociologico definirei psicoanalitico: assecondare i propri desideri potrebbe essere la vera strada verso la felicità.

E come direbbe il Dr. Frank-N-Furter… «Don’t dream it, be it.»

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