Demon Slayer: inno al libero arbitrio

“Demon Slayer” racconta la lotta di Nezuko, trasformata in demone dopo il massacro della sua famiglia, e di Tanjiro, deciso a proteggerla a ogni costo. Tra sete di sangue e ricordi capaci di trattenere l’oscurità, Nezuko sceglie di resistere: un gesto ripetuto minuto dopo minuto, sostenuto dal legame con il fratello e da un percorso fatto di rinunce, disciplina e dolore. Attraverso la loro storia, l’opera diventa una riflessione sul libero arbitrio: la possibilità di scegliere, e la responsabilità che ogni scelta porta con sé

La dolcissima Nezuko, dopo essere diventata inconsapevolmente un demone, convive con la sete di sangue. Tutto è accaduto per mano di Muzan Kibutsuji, sovrano malvagio che prima ha sterminato la famiglia di Nezuko e poi l’ha trasformata in un demone. Ma cosa significa essere un demone nell’anime/manga di Demon Slayer? Possiamo riassumerlo così: significa voler divorare gli esseri umani. Ogni secondo, ogni minuto, ogni ora di ogni giorno sono un impulso continuo, costante, incessante a distruggere.

In Nezuko, però, convivono contemporaneamente e parallelamente due modalità reattive: da una parte il lato oscuro, di cui abbiamo parlato prima, dall’altra, in contrapposizione, la luce. La parte luminosa di Nezuko è alimentata dai ricordi: la dolcezza dell’abbraccio della mamma, il tempo trascorso a giocare con gli adorati fratellini, la ninna nanna e le ciotole di cibo condivise costituiscono e costruiscono una forza potentissima che permette a Nezuko di resistere ad ogni impulso distruttivo.

Prima che la sua famiglia fosse sterminata, Nezuko era una bambina amata, dopo la strage si è risvegliata come un potentissimo demone da cui fuggire. Ha tutti gli strumenti necessari per vendicarsi: forza sovrumana, lato demoniaco, capacità di gran lunga superiori a quelle di qualsiasi abile lottatore si piazzi sul suo cammino per ostacolarla. Ma Nezuko decide di seguire la luce. Decide di non piegarsi al potere demoniaco. Ogni secondo, ogni minuto e ogni ora decide di mettere a tacere la voce interiore che la spinge ad aggredire e uccidere.

Tanjiro è l’unico fratello sopravvissuto al massacro. Non ha acquisito alcun potere, semplicemente era altrove durante la strage e tornando a casa ha trovato un bagno di sangue e Nezuko completamente cambiata. Tanjiro non teme Nezuko. Sa che ora è un demone pericoloso ma decide di non starle lontano, anzi, decide di proteggerla. Sa che questo significherà per lui affrontare numerose prove, soprattutto di forza, ma decide di accettarlo. Nezuko, in quanto demone, non può esporsi alla luce del sole perché altrimenti morirebbe, perciò Tanjiro costruisce una sorta di zaino di legno dentro cui racchiudere Nezuko durante il giorno per procedere insieme verso un cammino che porterà entrambi a essere più forti. Nezuko accetta e decide di passare le giornate all’interno di un contenitore in legno; Tanjiro decide di trasportarla ogni giorno sulle sue spalle, accettandone il peso, sia fisico che emotivo poiché legato all’immenso dolore della perdita della famiglia. Ma non abbandona mai la sorellina, anzi la protegge sempre nonostante le difficoltà (perché un demone va cacciato, e sono in tanti i cacciatori che vorrebbero eliminarla). Quindi Tanjiro si allena per diventare più forte in combattimento, ma questa è un’altra storia.

Ma come nutrire un demone se quella del sangue non è un’opzione? Come permettere a Nezuko di sopravvivere giorno dopo giorno senza la possibilità di bere sangue per recuperare le forze? Innanzitutto Nezuko accetta di tenere un bastone di legno in bocca, così da avere il morso bloccato. Una sorta di museruola che la protegge dal fare del male agli altri. Poi, come modo per recuperare le energie, opta per il sonno: durante il giorno, infatti, mentre è trasportata sulle spalle del fratello, Tanjiro, Nezuko dorme e, dormendo, recupera le energie.

Nezuko decide di resistere agli impulsi demoniaci; Tanjiro decide di proteggerla e portarla sulle sue spalle.

È una promessa che si rinnova ogni secondo, ogni minuto e ogni ora, da parte di entrambi. È una decisione che entrambi prendono continuamente e ripetutamente nonostante sia la via più tortuosa e difficile da seguire. È una scelta che si rinnova costantemente, che entrambi compiono a cadenza stretta.

Demon Slayer è un inno al libero arbitrio, alla possibilità di scegliere e alla responsabilità che ne consegue. Ogni scelta, infatti, ha ripercussioni, ed è doveroso assumersene la responsabilità, accettarne i rischi e agire di conseguenza. Un libero arbitrio che si manifesta ogni secondo, ogni minuto, ogni ora; non solo all’interno di una storia di fantasia, non solo nel percorso narrativo di Nezuko e Tanjiro, ma anche nella vita di ognuno di noi ogni giorno.

📖 Letto 85 volte

Vota:

Related Post

1 commento su “Demon Slayer: inno al libero arbitrio”
  1. il principio dell’equilibrio nella cultura orientale è una bussola che va riscoperta ed utilizzata per uscire dalle nostre tante nebbie occidentali! Benvenuti Manga!

Lascia un commento

🌍