Perfetti Sconosciuti: cena con delitto… d’identità

Mai giocare con i telefoni a tavola (a meno che tu non voglia rovinarti la vita): una cena tra amici può trasformarsi in un pericoloso gioco della verità. Smartphone e segreti diventano una miscela esplosiva, rivelando doppie vite, tradimenti e ipocrisie quotidiane. Forse, però, il rischio più grande non è perdere gli amici, ma scoprire chi siamo davvero quando le maschere cadono

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Arriva il fine settimana e finalmente la testa diventa leggera… cosa fare? Una bella cena con gli amici. A chi non è capitato di organizzarla?

Sono quelle serate dove condividi esperienze, viaggi, problemi, scarichi lo stress accumulato nella settimana sorseggiando un buon bicchiere di vino o una birra pronta a regalarti una sensazione di beatitudine.

In realtà, non è sempre così.

Le cene con gli amici si prestano, a volte, a far riemergere i fantasmi del passato o mettersi in discussione a seguito di confronti su tematiche e/o credenze a cui ci si era aggrappati da una vita per ritrovarsi, alla fine, a chiedersi se quelle “persone”, cioè i nostri amici, sono le stesse persone che pensiamo di conoscere meglio.

Le cene sono lo scenario perfetto dove possono emergere informazioni nuove, verità sconcertanti, segreti raccapriccianti che ci rendono le persone a noi più familiari come dei “perfetti sconosciuti”… come accade nel film del regista Paolo Genovese (2016, “Perfetti Sconosciuti”). Il film è una commedia italiana che si propone una domanda: “Cosa potrà mai accadere se le vite vengono mescolate?” L’analisi ricade su vari aspetti del vivere quotidiano e riecheggia la celeberrima frase di Garcia Marquez “Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata e una segreta”: è davvero così per noi?

E se anche noi, ad una cena con gli amici, facessimo il gioco che hanno fatto i protagonisti di Perfetti Sconosciuti? Quante maschere cadrebbero e, soprattutto, saremmo in grado di fare lo stesso gioco senza farci venire un’ulcera o una colite o senza mettere in crisi il nostro rapporto di coppia o una vecchia amicizia? Dopo aver visto il film, sicuramente la risposta alla nostra domanda sarebbe di non proporre mai e poi mai un gioco simile. Il divieto si basa sulla nostra comfort zone, sulla volontà di portare avanti le nostre relazioni in tranquillità senza che niente e nessuno possa violare la nostra serenità e senza rischiare di mettere in luce i nostri segreti.

Chi non ne ha? È inutile essere ipocriti; ognuno di noi ha dei segreti che custodisce con avidità. I nostri segreti rappresentano il nostro io più recondito, inviolato e inviolabile.

Il nostro modo di comunicare è cambiato; oggi usiamo gli smartphone – la nostra Bibbia sacra e recondita – che racchiudono tutto il nostro mondo (dalle futilità fino ad arrivare a vivere esperienze sessualmente virtuali).

Ed è proprio sull’orientamento sessuale che mi voglio soffermare: chi non riesce a fare coming out, a dichiarare il proprio orientamento sessuale (mai come in questo periodo dove addirittura si è tornati ad usare la parola “invertiti”) che finge di avere relazioni con persone del sesso opposto pur di non incorrere nel giudizio degli amici che “ti vogliono tanto bene”, che “ti sono vicini nel momento del bisogno” (infatti), che “non ti giudicano”… proprio come succede a Peppe (Giuseppe Battiston) in Perfetti Sconosciuti.

Senza tralasciare tutti coloro che hanno vite parallele. Apparentemente una bella famiglia – direi quelle convenzionali imposte dalla società – un marito che regala gioielli, una moglie accondiscendente che, soprattutto, non ponga mai domande scomode al marito, e un figlio (oggi la moda del numero dei figli si ferma a uno) che è già il migliore (probabilmente perché è anche l’unico!). Paradossalmente ciò, però, non è sufficiente perché oggi tradire è la regola altrimenti non sei cool: come Cosimo (Edoardo Leo) che – nel film – si dimena tra più storie con più di una protagonista.

Tutto ciò nel film viene rappresentato con sorrisi e divertimento ma, nella realtà possiamo dire che la nostra vita è una truffa perché abbiamo paura di viverla per quello che è, nella sua semplicità, nella sua monotonia, nella sua quotidianità, nella sua noia… no, oggi, la società in cui viviamo ci giudica e lo fa severamente, ci costringe a nasconderci dietro mille maschere che tiriamo fuori all’occorrenza a seconda di chi abbiamo davanti e dobbiamo sempre apparire pronti. La verità è che è “vietato fidarsi!”

Ma è davvero questo ciò che desideriamo? Vogliamo davvero essere schiavi del giudizio degli altri?

No, io no… e voi?

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3 commento su “Perfetti Sconosciuti: cena con delitto… d’identità”
  1. ” Un marito ed una moglie esemplari: affabili, cortesi, impegnati nella Charitas in parrocchia lei, lui nella Protezione Civile…. Cosa può aver scatenato la furia omicida del sig. Rossi, impiegato modello nel piccolo ufficio postale del paese? ” Mai un litigio o voci alterate. Sempre insieme da trent’anni.” a detta dei vicini nel piccolo condominio. Eppure qualcosa deve aver spinto l’uomo a questo efferato femminicidio. Chissà ! Si cerca nel passato, nella vita privata di ognuno, nelle frequentazioni di lei in parrocchia , di lui nell’ufficio e nelle relazioni con le altre colleghe… Un raptus? Boh! Quale segreto in quelle pareti domestiche? Apparire ed essere: questo l’eterno dilemma e dramma dell’individuo della società moderna.

  2. Quanto è importante mettersi nei panni degli altri! E’ la cifra del nostro apprendere il mondo! Partirei da una riflessione come questa ogni giorno a scuola quando mi confronto con gli studenti, sarebbe super fruttuoso, non credete?

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