Cloud Atlas: il destino intrecciato dell’umanità

Sei storie intrecciate tra passato e futuro distopico mostrano come gentilezza e violenza influenzino il destino umano, rendendo la comunicazione una forza in grado di unire o dividere, plasmando una coscienza collettiva in continua evoluzione. La vera rivoluzione sta nel passaggio dal conflitto al dialogo e alla condivisione

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“Cloud Atlas” è un film del 2012 co-prodotto, scritto e diretto dalle sorelle Lana e Lilly Wachowski e da Tom Tykwer. Si tratta di un progetto ambizioso che affronta il tema dei condizionamenti interpersonali attraverso sei storie raccontate in parallelo, ambientate in periodi storici diversi (tra il 1850 e un ipotetico 2321).

Sei storie che vanno da quella di un avvocato americano alle prese con lo schiavismo nel 1850, a quella del giovane compositore del Sestetto Atlante delle Nubi (che dà il titolo al film) che, immaginato in Scozia nel 1936, non può vivere liberamente il suo amore perché omosessuale, alla storia di una reporter d’inchiesta che nel 1973 rischia la pelle scoprendo affari sporchi sulla sicurezza di una centrale nucleare a San Francisco. Proseguendo con le vicende di un anziano editore britannico che, a causa dell’età e di difficoltà finanziarie, si ritrova a evadere dalla casa di riposo in cui era finito. Si conclude con le storie futuristiche e distopiche ambientate rispettivamente nel 2150 e nel 2321: nel primo caso una donna, clonata in edizione limitata per lavorare in una catena di fast food, lotta per affermare la propria libertà; nel secondo caso, in un luogo imprecisato sopravvissuto a una catastrofe nucleare apocalittica, un uomo si batte per salvare il proprio villaggio da una feroce tribù rivale regredita a nutrirsi con razzie e cannibalismo.

Negli ultimi 45 minuti del film (che intreccia le vicende con buon ritmo per circa tre ore), la protagonista della vicenda del 2150 dice: «Siamo tutti collegati e il destino di ciascuno dipende dai gesti di gentilezza o violenza che ci scambiamo reciprocamente».

Le sei storie, infatti, sono volutamente intrecciate in modo che ciascun personaggio, nella propria vicenda, incroci in modo decisivo la vicenda del protagonista della storia precedente.

Riflettendo, allora: se la gravità è la forza che spiega tutta l’organizzazione della materia inanimata, questo film spiega come la gravità, nella materia umana, si trasformi in comunicazione verbale e non verbale, che può collegare le volontà di molte persone oppure metterle le une contro le altre.

Un’altra frase portante del film, pronunciata poco prima della precedente, afferma che: «Essere equivale a essere percepiti». E in effetti le proiezioni di ciascuno di noi compongono il mosaico della nostra coscienza e, quando incontrano le volontà altrui, le proiezioni reciproche si condizionano vicendevolmente.

Il concetto di entanglement (etimologicamente: intreccio), che in fisica calcola le interazioni a distanza della materia, è rappresentabile, nella dimensione umana, con il concetto di coscienza collettiva: un mosaico di coscienza in cui siamo immersi e che modifichiamo continuamente attraverso la comunicazione verbale e non verbale.

Nel corso della storia, la comunicazione come incontro-scontro di volontà è passata, per tentativi ed errori, dal linguaggio fisico “del bastone e della carota” al linguaggio verbale-virtuale, in cui la guerra delle bombe si è trasformata in quella delle parole.

Se nel 1800 il filosofo Hegel, vedendo passare Napoleone a Jena, scrisse: «Ho visto lo spirito del mondo passare a cavallo», oggi potremmo dire, osservando una ragazza che risponde alle mail di lavoro dal tavolino di un caffè: «Ho visto lo spirito del mondo digitare al laptop».

La rivoluzione del XXI secolo è quindi quella della comunicazione! Un passaggio epocale dal linguaggio della guerra, con cui Napoleone faceva in battaglia decine di migliaia di morti (pari alla capienza media di uno stadio di calcio), alle nuove regole della guerra delle parole, in cui non ci sono vincitori e vinti, ma si vince tutti quando ci si mette d’accordo. Chissà come cambierà il mondo dopo quest’ultima rivoluzione…

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