Drusillona Foera: cronache di una diva tra palco e paradosso

Tra Catanzaro e Belluno può succedere di tutto. Lo sa bene la nostra redazione, che in un incontro degno del teatro dell’assurdo si è trovata faccia a faccia con Drusillona Foera: diva scintillante, paradossale e inclassificabile. Dai ricordi di cinema a programmi televisivi di puro nonsense, il viaggio nel suo universo è un concentrato di scomodità irresistibile. Fino al colpo di scena finale che ribalta tutto… o forse no

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Che lo si annunci ai quattro denti, che lo si urli a squarciagargarozzo, che lo si gridi a più non passo: il mondo è bello perché è vario, variopinto, variegato, variabile e pure varicocele. Ogni mattina un miriamLeone si sveglia e non sa quante gazzose incontrerà sulla sua strada. O anche un riccobono potrebbe alzarsi una mattina povero, e i Ricchi-ma-poveri potrebbero tirarsi su dal letto e scoprire di aver incredibilmente imparato a cantare. Ah, com’è bello il mondo e com’è profondo il mare!

Proprio nelle nostre chilometriche peregrinazioni quotidiane da far invidia anche a Leopard Blum, cammina cammina ci siamo ci siamo imbattuti imbattuti… No, scusate, la ripetizione era solo sul “cammina cammina”… Dunque, dicevamo: mentre una mattina con il Direttore MegaMegattero e la sempre frivola Manovella Ruggiera ci si sgranchiva le gambe facendo un quarto d’ora di movimento deambulante tra Catanzaro e Belluno, in chi si imbatte la nostra allegra combriccola? Non ci crederete mai: nell’amatissima, splendentissima, rigogliosissima (e chi più-issime ha, più-issime metta) Drusillona Foera. Abbiamo allora colto l’occasione al balzo e l’abbiamo intervistata per voi, nostri affezionati clienti: e poi non dite che non vi pensiamo…

Bene, Drusillona – all’anagrafe: Drusillona, ma noi per comodità la chiameremo esattamente col suo nome – è un personaggio scomodo: è difficile, infatti, sedersi su di lei, appoggiarvisi, ecc. Con Drusillona, in parole povere, la scomodità regna sovrana. Ma quanto altro abbiamo trovato nella nostra geniale interprete della società moderna. In primo luogo, abbiamo scoperto che Drusillona ha fatto cinema. Sì, davvero: la nostra trottolina di cinema ne ha costruiti una quintalata!

Poi, Drusilluccia ci ha raccontato la sua esperienza come co-conduttrice al Fe-Festival di San Scemo a fianco del brillante Amadeus-e-odiauomo. Il rapporto col pubblico, le interviste alle tivvù di tutto il mondo, il palco scintillante, fiori ovunque: c’era proprio tutto e, se fosse stato presente anche qualche cantante, lo si sarebbe potuto tranquillamente scambiare per un festival canoro!

Dru-dru ci ha poi raccontato di quando ha presentato i Donat di Davidello e dei video musicali cui ha partecipato, nonché del suo programma più famoso, Drusillona e l’almanacco del giorno dopo, nel quale – con il sempre affabile Topo Giggio – intervistava persone dalle dubbie capacità psichiche per farne emergere i tratti incontrovertibilmente più da sottosviluppati.

Ma è stato sul finire della nostra amabile conversazione che siamo venuti a conoscenza di un fatto che mai avremmo immaginato sulla nostra Drusillona Foera: un tratto scottante relativo alla sua vita privata, un aspetto oscuro della sua già celeberrima carriera, un big bang epocale per tutti noi. Inutile continuare a tenervi sulle spine: si trattava proprio della più classica delle notizie e-buuuum.

PS: l’articolo che precede è vietato ai minori di anni quattordici: il raggiungimento del limite di tale età è da considerare non dal punto di vista anagrafico, ma da quello connesso alle capacità mentali. Se ne può dedurre che, nell’Italia attuale, i potenziali lettori dell’articolo non dovrebbero essere più di venticinque.

PS2: che ca**o di nome è Drusillona???

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2 commento su “Drusillona Foera: cronache di una diva tra palco e paradosso”
  1. L’ “allegra combriccola” che comprendeva la Manovella Ruggiera avrebbe fatto meglio a percorrere la Liegi-Bastogne-Liegi , altro che Catanzaro Belluno ! I corridori rallentavano e sollevavano il c..o dal sellino della bici per godersi appieno i poster dello “scomodo” personaggio al bordo della strada. Tant’è! Fantasmagorico il ritratto che strappa più di un sorriso. Grande!

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