Miriam Leonessa: anatomia semiseria di una “normal girl” che spacca

Non bella, non brillante, non diversa: eppure, ovunque. Come ha fatto? In bilico tra ironia e spietata osservazione, questo ritratto semiserio di Miriam Leonessa svela come una donna apparentemente “normalissima” sia riuscita a conquistare passerelle, schermi televisivi e titoli improbabili, muovendosi tra parentele illustri, ruoli felini e un’insospettabile capacità di trasformare la mediocrità in notorietà

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Ah, le donne: esempio mirabile di come la natura possa avere in sé la capacità di autodistruzione. Ma, allo stesso tempo, cosa sarebbe questo piccolo angolo di universo se non ci fossero queste meravigliose rompiscatole? Un gabinetto senza l’utilissimo spazzolone, uno scarafaggio senza antenne, una nutria senza la sua amabile coda: e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. In breve: le donne sono necessarie e inevitabili, ed è pur vero che qualche dote – sebbene efficacemente nascosta da Madre Natura – ce l’hanno. Ad esempio, come non trovare qualche (magari anche solo minuscola) virtù in quell’evidentemente normalissimo esemplare di femmina italica che risponde al nome di Miriam Leonessa (e sulla quale l’odiatissimo Direttore MegaMegattero ha incaricato il sottoscritto di buttare giù il solito articoletto senza costrutto)?

Qualche nota biografica sulla nostra protagonista. Miriam fa parte di una famiglia che comprende notevoli personalità “feline”: è, ad esempio, nipote del grande Sergiolone Leone, indimenticato regista di C’era una volta l’Old Uaild Uest, un affresco della società americana ai tempi del Dio Hamburger. Ma tra i parenti illustri della Leonessa c’è anche Giacomo Ghepardi: alzi la mano chi, nel leggere o recitare a scuola una qualche poesia del vate recanatese, non si è toccato almeno una volta le pudende per allontanare la sfiga che i suoi versi cercano (riuscendoci alla grande) di trasmettere al lettore. Ancora, la Miriam nazionale ha dei lontani legami pure con nientepopodimenoche David Lince, ovvero con l’unico regista di cui tutti nella vista hanno visto almeno dieci o undici film ma dei quali nessuno ci ha mai capito una cippa.

La normalità della Leonessa emerge da tutta una serie di dati di fatto incontrovertibili. Ad esempio, le sue misure possono essere considerate quelle più tipiche di tutte le donne mondiali, cioè 88-64-91. E, infatti, tutti abbiamo in casa almeno quattro o cinque donne – tra sorelle e sorellastre, mamme e mammelle, zie zitelle e zite zielle, nipotesse e amantesse – dotate di queste misure. Anche l’altezza (senza tacchi) di 176 cm della nostra Miriamuccia sembra un parametro comune almeno al 98,5% degli esemplari femminili a conoscenza di tutti noi. Sbaglio?

Quello che contraddistingue, però, la Leonessa da tutte le altre donne normali come lei è che questa, nonostante non possegga doti particolari (almeno all’apparenza), è riuscita a ritagliarsi un ruolo di assoluto rispetto nel panorama del Brodo Star System. Addirittura, e senza alcuna compravendita di voti tra i giurati, la normalissima Miriam si è aggiudicata la fascia di Missy Taglia: forse i giudici, non ravvisando in lei particolari doti estetiche, hanno voluto compiere un’opera di bene nei riguardi della stessa Leonessa – che altrimenti non avrebbe saputo come sbarcare il lunario – e di tutte le donne (le quali, pensando cose del tipo “Se ce l’ha fatta lei, posso certamente farcela anch’io”, potrebbero così evitare depressioni e abbassamenti di umore).

E Miriamuccia non si è certo fermata a Missy Taglia. Volendo dare una lezione a tutti quelli che dicono che, se non sei bellissima, non puoi sfondare, ha prestato il suo comunissimo volto a serie televisive “feline” di grande successo, come I Leonessi di Sicilia, e ha condotto – anche qui dal punto di vista “felino” – trasmissioni televisive conosciute e apprezzate da tutti, come Le Jeneee.

Tuttavia, rovistando nella rete e su enciclopedie acquistate a domicilio, il sottoscritto è venuto a conoscenza di vari aneddoti riguardanti la cara felina di cui qui stiamo approfondendo il profilo. In particolare, un fatto ha destato la curiosità del vostro amatissimo (e come potrebbe essere altrimenti?) redattore di fiducia: un evento che, in realtà, è sconosciuto ai più e che potrebbe rientrare nei canoni della più classica delle notizie e-buuuum.

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2 commento su “Miriam Leonessa: anatomia semiseria di una “normal girl” che spacca”
  1. Un mio docente di Filologia Romanza aveva sempre il periscopio in azione e di fronte a certe curve e corpi celesti esclamava sempre : ” Avvistato e apprezzato ottimo esemplare di fauna femminile!” Di fronte (o di retro) alla leonessa in questione sarebbe crollato esanime, senza parole. Qui, alle doti indiscusse e apprezzabili della lion femmina, l’articolista insiste su altre virtù che derivano da siffatta bellezza, dono del Creatore, per spiegare i meritati successi sugli schermi. Geniale e reale il tutto.

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