Clamorosa gaffe di Alberto Bara: la leggenda dello sci si dà al Curling ma sbaglia città! Convocato a Trento per il match d’esordio, finisce invece tra i "Sassi" di Matera. Debutto rimandato, ma il campione bolognese è già il nuovo re del gossip sportivo
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In Italia si è conquistato i primi importanti titoli di giornale nel 2022, quando la nazionale ha vinto l’oro alle Olimpiadi nel doppio misto. Come altre discipline ha raggiunto la notorietà grazie ad una grande prestazione dei nostri atleti pur non essendo uno sport seguito a livello popolare, quantomeno con una certa continuità. E dire che altri paesi sarebbero ben lieti di poter vantare certe affermazioni, invece che confinarle a cronaca del giorno.
Le origini del Curling
Il Curling ha origini antiche, si parla addirittura di inizio 1500, in Scozia. In principio lo sport consisteva nel lanciare su ghiaccio una pietra il più lontano possibile, poi da gioco di potenza divenne gioco di precisione, avvicinandosi ai principi delle bocce. Negli anni ‘50 del secolo scorso sulle Dolomiti il Curling ebbe un seguito fra i villeggianti ma solo circa venti anni dopo fu riconosciuto come sport anche nel nostro paese. L’affermazione del 2022 ha acceso finalmente l’attenzione su questa nobile disciplina anche a livello nazionalpopolare.
L’incredibile mossa di marketing
Per far sì che la luce non si spegnesse su questo sport ed anzi si accendessero definitivamente i riflettori serviva una mossa “pop”. Come Michael Jordan che diventa giocatore di baseball, serviva una Star, con la “S” maiuscola. Alberto Bara ha quasi sessant’anni, ha lasciato lo sport attivo ma il sacro fuoco della competizione arde ancora in lui. Titoli mondiali e medaglie olimpiche sugli sci, oggi è ristoratore, attore, viveur, ma per lui è giunto il momento di tornare sulla neve, anzi, sul ghiaccio. Fisico intatto, la voglia di competere è ancora quella. Il Curling italiano ha finalmente la sua Star!
L’allenamento, il ritorno sui campi di gara, o quasi
Il bolognese è stato visto correre sulla neve con dei sacchi pieni di sabbia appesi alla cintura. Pedalare in salita per giornate intere. Affinare la mira con il tiro con l’arco. L’intensa preparazione è servita per rimetterlo in forma definitivamente. Dopo questo importante allenamento anche a quasi sessant’anni tutto è possibile. Gli viene, comunque, incontro il fatto che il Curling sia una disciplina che non prevede particolari sforzi fisici. Dopo questa importante preparazione l’Albertone Nazionale pareva pronto ad un primo incontro dimostrativo, una sorta di amichevole in vista delle prossime Olimpiadi.
Una sconfitta che brucia
Il match, però, è stato perso a tavolino dal nostro connazionale. Lo scontro con un grande campione del Liechtenstein doveva avvenire a Trento. Purtroppo Alberto Bara non è un cultore del Curling e questo ha comportato qualche grattacapo agli organizzatori del match, che si sono trovati di fronte ad una marea di tifosi imbufaliti. La “Stone” è la pietra che viene lanciata durante una partita di Curling. Per Bara è diventata invece il luogo dell’incontro, dopo che lo stesso si è recato a Matera, ignorando che nella città lucana per “sassi” si intende altro. Peccato per la disfatta. L’entusiasmo però non si è spento: siamo certi che il matrimonio Curling-Alberto Bara possa ancora avere successo. Ma prima regalate al campione bolognese un atlante geografico e un dizionario dei sinonimi e dei contrari.

Matteo Landi è un bancario (etico) toscano con la passione per la scrittura e lo sport, soprattutto quello dei motori. Ha collaborato per anni con una testata giornalistica generalista, prima di fondare il blog www.racereporter.net. Scrive di attualità e a volte si diverte a esagerare con la fantasia. Spetta ai suoi lettori capire quando la realtà si trasforma in burla. Amante anche della buona musica, “quella fatta con gli strumenti musicali”, come dice lui. Ma questo è un altro lato della sua Luna…
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