Apocrifi del Bosco: note a margine su Uinni De Pù e i suoi compari

Oggi SnifFilm celebra il leggendario Uinni De Pù con un ritratto surreale, colto e spudoratamente giocoso. Tra giochi di parole, amici improbabili e parodie cartonanimatografiche, l’orsetto diventa il pretesto per una cavalcata di nonsense ad alta densità di miele. Ma attenzione: dietro la fama planetaria si nasconde un “lato oscuro”, proprio nel fitto del Bosco dei Cento Acari… e noi della Redazione l’abbiamo scovato per puro, sfortunatissimo caso

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Lo sappiamo tutti che la rubrica che ogni lettore dell’universo ama più di ogni altra è quella delle notizie E-buuuum: e ciò è vero per vari motivi. In primis, perché si parla di personaggi oggettivamente reali: re, regine, reginette, reginaldi, (auto)reggenti, ecc. In secondo luogo, perché lo stile di scrittura è accattivante, colto, divertente, appagante, utile per la dieta, di evidente giovamento per il conto in banca, apotropaico e supercalifragilistichespiralidoso®. Ultimo ma non meno importante, importante ma non meno ultimo: la bellezza (intesa in senso estetico e non ostetrico) del redattore che scrive tutti i pezzi della rubrica, ovvero il sottoscritto.

Sottoscritto che oggi, nonostante le pressioni del Direttore MegaMegattero, ha deciso in completa autonomia di presentarvi non uno dei soliti personaggi sottosviluppati tanto amati dal Direttore e dei quali il medesimo incarica noi della Redazione di tessere le lodi in articoli dal dubbio valore giornalistico, bensì uno dei massimi rappresentanti della cartonanimateria di tutti i tempi, un vero e proprio mito per i bambini e per i grandi che si sentono ancora un po’ come il vendicativo Piter Pan-per-focaccia: stiamo parlando del magnifico, splendido (cit.) Uinni De Pù.

Uinni non ha certo bisogno di presentazioni: lui Pauerpòint non lo usa. Uinni non ha neppure bisogno del momento del bisogno: lui non defeca, semplicemente spande per il mondo alcune parti della profumatissima ambrosia di cui è costituito. Uinni era, è, sarà: rappresenta nello stesso momento tutti i tempi dell’indicativo del verbo essere. E non ci si può stupire nemmeno che sia nato dalla penna di un noto romanziere per ragazzi britannico: lui la penna riesce a farla partorire e, per dimostrarlo a tutti, è lui stesso a farsi progenie del più famoso strumento di scrittura! Uinni è Uinni, e questo basta per rendere il mondo un posto meraviglioso.

Gli amici di Uinni sono tra i migliori che si possano immaginare. Tra i tanti, spiccano sicuramente Leono, strampalato felino che – a dispetto del nome – è proprio un leono e non un tigro, il felicissimo Ah-Ah (un simpatico asinello, sempre propositivo e mai pronegativo), e la splendida Tanga, una secsi kangura dall’abbigliamento piuttosto striminzito.

La fama mondiale di Uinni arriva, però, soltanto con la trasposizione cartonanimatografica operata da Valter D’Ísnei, il grande genio dell’animazione: con lui questo genere – sempre sulla cresta dell’onda con l’uscita ogni anno di un nuovo classico – riesce a salvare milioni di persone in tutto il mondo dalla depressione, diventando così vera e propria “rianimazione”. Tra i cartonanimati più famosi creati dal genio di Valter, ricordiamo sicuramente Biancaneve di bassa qualità per i Sette Nani (pellicola di denuncia sulle conseguenze che possono avere gli stupefacenti di infima qualità sulla salute umana), La caricano in 101 (biopic su una delle più famose pornoattrici della storia e sull’imbattuto record da lei personalmente stabilito) e Bamba (l’acclamato sequel di Biancaneve).

Con il film D’Ísnei, Uinni diventa celebre in tutto il mondo. L’orsetto pacioccone e la sua allegra combriccola di amici entrano nelle case di tutti gli abitanti del pianeta, allietandole con la loro essenza catodica. C’è però un lato oscuro in tutta questa fama, di cui noi della Redazione siamo venuti a conoscenza per puro caso: e si tratta ovviamente di una vera e propria notizia e-buuuum!

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1 commento su “Apocrifi del Bosco: note a margine su Uinni De Pù e i suoi compari”
  1. Profanatore dei mitici cartoni di Walt Disney, sacrilego redattore!!! Non mi svilirai il mondo favoloso e magico dei Cartoni attesi per anni, da un Natale all’altro, e fatti attendere anche dai miei figli e poi dai miei nipoti. Il cinema e poi i DVD permettevano di apprezzarli con grande piacere e successo. Datti una calmata e sii serio, se ti è possibile.

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