La notte senza luna: la strage di Cielo Drive e il culto di Manson

Agosto 1969, Los Angeles. Mentre l'America celebra lo sbarco sulla Luna e affronta l’incubo del Vietnam, il sogno hippie si trasforma in terrore: Charles Manson e la sua setta, in preda a deliri apocalittici, mettono in atto una brutale scia di sangue. Tra le vittime di Cielo Drive c'è anche l'attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski

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Los Angeles, fine anni Sessanta. È l’America dello sbarco sulla Luna, ma anche della recente uccisione di Martin Luther King, degli scontri razziali e della guerra del Vietnam. In quegli anni di grandi scoperte, ma anche di tanta violenza, venne scarcerato Charles Manson, un criminale che aveva già scontato parecchi anni di detenzione per vari reati, quali furto e sfruttamento della prostituzione.

Dopo la scarcerazione, Manson, che nel frattempo si era dedicato allo studio della magia nera, dell’esoterismo massonico e aveva anche delle buone capacità oratorie, iniziò a raccogliere attorno a sé un gruppo di giovani. Si trattava per lo più di ragazzi disagiati, ma alcuni provenivano anche da ricche famiglie.

Manson e il suo gruppo, che mano a mano diventava sempre più numeroso e inserito nella cultura hippie che proprio in quel tempo si diffondeva in America e anche in altre parti del mondo, si stabilirono in un ranch vicino Los Angeles. Ed è proprio a Los Angeles che Manson ed alcuni suoi seguaci si resero autori di alcuni dei più sanguinari delitti che gli Stati Uniti tuttora ricordano.

Venerdì 8 agosto 1969, Los Angeles, 1050 di Cielo Drive. A quei tempi quella villa non era frequentata da persone qualunque, bensì vi abitavano l’attrice e modella americana Sharon Tate e suo marito, il regista polacco Roman Polanski, da cui aspettava un figlio e proprio in quel periodo era in procinto di partorire.

Dato che in quei giorni Roman era in Europa per lavoro, Sharon, per non rimanere sola, decise di invitare a dormire nella villa di Cielo Drive alcuni suoi amici, tra cui Jay Sebring, parrucchiere di fama internazionale e suo ex con cui era rimasta in ottimi rapporti, Abigail Folger e il suo compagno polacco Voytek Frykowski. La sera, mentre il quartetto di amici cenava fuori, un gruppo di seguaci di Manson, inviati da Manson stesso, entrò in azione.

Erano Tex Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian, che giunsero alla villa di Cielo Drive armati di pugnali, una corda di nylon e una pistola calibro 22 mm. Il resto è storia, una follia fatta di torture, omicidi… una follia tanto bramosa di sangue che difficilmente sarà contenuta da quella villa immersa nel buio, ma andrà anche in cerca di altro, nell’oblio profondo di una notte senza luna.

Il primo a morire fu Steve Parent. Quella sera era venuto a vendere una radiosveglia al custode della villa, William Garretson. Steve, vedendo quei ragazzi, chiese loro cosa facessero lì a quell’ora. La risposta fu semplice: quattro colpi di pistola sparati da Watson, e il custode, stordito dalla musica ad alto volume e forse da altro, non si accorse di nulla.

Lo stesso Watson, dopo aver reciso i fili del telefono per isolare la villa, entrò da una finestra e fece entrare gli altri dalla porta di casa. Linda Kasabian restava nel frattempo in auto. La Atkins portò in salotto le altre persone della casa. Sebring e Sharon Tate furono legati insieme per il collo con una corda, Sebring fu poi raggiunto da colpi d’arma da fuoco e finito brutalmente a coltellate.

Frykowski, nel frattempo legato anche lui sul divano, venne ucciso da Watson, prima colpito in testa col calcio della pistola (che si ruppe in tre parti), poi pugnalato cinquantuno volte e infine, come se non bastasse, anche due colpi di pistola. La Folger, che tentò di fuggire verso la piscina, venne poi raggiunta dalla Krenwinkel che la pugnalò per ben trentotto volte.

Neanche la Tate e il bambino che portava in grembo furono risparmiati: nonostante le suppliche, la Atkins le disse “per te non c’è pietà” e la freddò con sedici pugnalate prima di impiccarla. Finita la strage, il gruppo ritornò verso il ranch gettando gli abiti sporchi di sangue e i coltelli tra le colline circostanti.

Manson però non è soddisfatto e la sera seguente decide di mettersi a capo di una nuova missione per insegnare ai suoi “come si porta a termine un lavoro ben fatto”. La scelta ricadde sulla casa dei coniugi Labianca, situata nella zona residenziale di Los Feliz.

Leno Labianca, di origine italiana, era proprietario e presidente di una catena di supermercati, mentre la moglie Rosemary era un’imprenditrice di successo. C’erano ad aspettarli di nuovo Watson, la Atkins, la Krenwinkel, ma questa volta furono reclutati anche Leslie Van Houten e Steve Grogan.

Anche sui coniugi Labianca la ferocia inaudita si scagliò senza alcuna pietà, Rosemary venne uccisa con quarantuno coltellate; Leno venne ucciso nel soggiorno e su di lui gli assassini infierirono incidendogli sull’addome con un forchettone una serie di croci e la parola “war”. Ma non bastava. Al povero Leno fu conficcato un coltello in gola e col suo sangue vennero scritte sulle pareti della casa le parole “Rise” e “Death to pigs”.

Portato a termine lo scempio, nel silenzio spettrale di una casa intrisa di sangue, gli assassini razziano il frigorifero, si fanno una doccia e poi vanno via.

Perché tutto questo? Manson, psicopatico criminale dalle grandi capacità oratorie, convinse i suoi seguaci ad aiutarlo per iniziare una guerra razziale che secondo lui era stata predetta in una canzone dei Beatles contenuta nel White Album, guerra razziale che si sarebbe conclusa con l’Apocalisse e un eventuale successivo dominio di Manson sul mondo.

Charles Manson, per questi e altri omicidi riconducibili a lui e alla sua setta, fu condannato nel 1971 alla pena di morte, poi tramutata in ergastolo.

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1 commento su “La notte senza luna: la strage di Cielo Drive e il culto di Manson”
  1. Impressionante e inquietante come nel delirio macchiavellico di Manson, lui pensasse ad una sorta di scalata al potere con imposizione della propria mentalità al mondo!

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